ECCO IL QUARTO NUMERO DI QUADERNI D’ARCHIVIO. LO PRESENTA IL 27 FEBBRAIO ALBERTO MALVOLTI

Facebooktwitterby feather
Empoli, carta topografica
Empoli

Cari amici, nei giorni scorsi abbiamo chiuso in redazione il quarto numero della rivista “Quaderni d’Archivio”. È stata una faticaccia, su questo non c’è dubbio. Una sfida che all’inizio sembrava impossibile, e che fino all’ultimo momento ci ha impegnati in un lavoro di puntigliosa revisione della mole di documenti consultati nei vari archivi per sciogliere le ultime incertezze, i dubbi e le contraddizioni. Adesso la rivista è in corso di stampa, le prime copie sono già uscite, e quindi quel che è fatto è fatto. Il tema monografico del volume è l’odonomastica storica e la toponomastica cittadina. Insomma, ci siamo occupati dei nomi delle vie del centro e della loro stratificazione storica dal secolo XIII fino ai nostri giorni. E le sorprese sono davvero tante. Prestigiosissimo anche stavolta il palco degli autori, da Vanna Arrighi a Franca Bellucci, da Gabriele Beatrice a Elisa Boldrini, da Chiara Papalini a Marco Frati a Walfredo Siemoni e tanti altri. Li ringrazio tutti infinitamente. La seconda parte del volume, come da tradizione dedicato ad altri temi rispetto al tema portante, si occuperà della descrizione storica di alcuni importanti edifici empolesi. E anche qui non mancheranno le novità, visto il calibro dei contributi. Per la prima volta per ragioni di spazio, nonostante che sia aumentata la foliazione della rivista di un ottavo rispetto alle edizioni passate, abbiamo dovuto rimandare alcuni contributi scritti per l’occasione ad altra pubblicazione. Ci sembra un buon segno, un segno di vitalità. Venerdì 27 febbraio alle 17 nella sala conferenze dell’archivio storico comunale, via Torricelli 58°, si terrà la presentazione del n.4 della rivista “Quaderni d’Archivio. Rivista della associazione Amici dell’Archivio storico” alla presenza del professor Alberto Malvolti. La rivista sarà distribuita gratuitamente ai soci dell’Associazione Amici dell’Archivio; per i non soci che la vorranno acquistare, costa 10 euro. Leggi tutto

Facebooktwitterby feather

Storia di una famiglia di Empoli. I Cella – Parte seconda

Facebooktwitterby feather

Piazza Farinata C.L.F. 46461Piazza Farinata C.L.F. 46461Alessandro e Gaspare, figli di Giovanbattista Cella, ereditarono l’attività paterna che dagli anni ’20 e per tutti gli anni ’40 del Seicento conobbe una grande crescita. Nel 1628 Gaspare Cella, insieme ad altri compagni, intentò due cause commerciali presso il tribunale della Mercanzia, che mostrano l’allargamento degli interessi economici dell’attività, non più certamente ristretti all’ambito locale. D’altronde, sempre il Figlinesi sostiene come, almeno dal 1637, Gaspare Cella avesse aperto una bottega di velettaio anche a Firenze. Non sembra tuttavia che la famiglia si sia trasferita stabilmente in Città: la presenza ad Empoli di Gaspare e Alessandro è certa nel 1625-26, confermata da due documenti del podestà. Certo è che nel 1627 Alessandro e Gaspare dettero in accomandita a Martino Ronchi la somma di 8.416 ducati per tre anni, per esercitarli a Empoli in negozio di velettaio. Leggi tutto

Facebooktwitterby feather

Storia di una famiglia di Empoli. I Cella – Parte prima

Facebooktwitterby feather

imshowIn pochi conoscono o hanno sentito nominare la famiglia Cella nella storia di Empoli. Si tratta infatti di una famiglia che visse nella nostra città tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Settecento e della quale, in seguito, non si avranno più notizie. Nonostante questo, i Cella svolsero un ruolo di grande importanza nella storia empolese, imparentandosi anche con le più importanti famiglie locali, come i Marchetti. Questo fatto, unito alla grande ricchezza di cui godeva la famiglia (grazie al commercio) la rendono un sicuro oggetto di interesse di cui parlare. Leggi tutto

Facebooktwitterby feather

Alle origini della fotografia. Studi fotografici a Empoli tra XIX e XX secolo. Raffaello Dringoli

Facebooktwitterby feather
Raffaello Dringoli, Ritratto di giovane, ante 1893 (ASCE, Fondo Vannucci Zauli
Raffaello Dringoli, Ritratto di giovane, ante 1893 (ASCE, Fondo Vannucci Zauli)

Probabilmente non tutti sanno che Empoli ha ricoperto un ruolo importante nella storia della fotografia professionale dell’epoca successiva al collodio reggendo il confronto con città come Milano e Roma. Da oggi inauguriamo una serie di appuntamenti che permetteranno di conoscere il pionieristico lavoro dei primi fotografi empolesi. Cominciano con Raffaello Dringoli, produttore di materiali per la fotografia e tra i primi fotografi attivi a Empoli alla fine del XIX secolo.

Facebooktwitterby feather

Una visita guidata alla mostra sulle vetrerie Taddei ed Etrusca, tassello importante della storia di Empoli

Facebooktwitterby feather

avanti-retro-gen-feb15.pdf

Venerdì 30 gennaio 2015 riprende il ciclo di incontri de “Il Venerdì in archivio” con una visita guidata della mostra Taddei ed Etrusca. Arte e industria del vetro a Empoli nel primo ‘900, in corso al Museo del Vetro.

Visitare l’esposizione consente di conoscere le vicende di queste due vetrerie e la loro produzione, che spaziava dai contenitori in vetro verde per la commercializzazione del vino e dell’olio al vetro da tavola, ai vetri artistici.

Facebooktwitterby feather

Qualche parola sulla storia del blog: da Palazzo Ghibellino al web

Facebooktwitterby feather

Vecchia sede dell'archivio storicoIl sito blog “Empoliestoria” è nato con lo scopo di valorizzare le attività svolte dall’archivio storico e dall’Associazione Amici dell’Archivio e di promuovere la conoscenza di studi e ricerche in ambito locale e dei relativi materiali.

Il nome del blog risale al 2004, quando l’Archivio storico si trovava ancora nel Palazzo Ghibellino, ed era stato scelto da un gruppo di lavoro composto da  frequentatori, operatori dell’archivio storico e soci dell’Associazione archeologica Medio Valdarno, che si sarebbe dovuto occupare, per l’appunto, di Empoli in rapporto alla sua storia e alla storia generale.
Sempre in quel periodo fu registrato per la prima volta il dominio web  www.empoliestoria.it ma non divenne operativo, per le difficoltà connesse alla fase, lunga e complessa, del trasferimento dell’archivio nei nuovi locali. Leggi tutto

Facebooktwitterby feather

Il volo del ciuco: parlano i documenti. Storia e leggenda – Parte seconda

Facebooktwitterby feather

L'empoliere_volo del ciuco

La leggenda

Secondo una tradizione inveterata, che tuttavia non ha alcun fondamento, il volo del ciuco a Empoli avrebbe avuto inizio come sberleffo contro i Sanminiatesi nel 1397, all’indomani della fallita ribellione di questo comune al dominio della repubblica fiorentina, fallimento a cui gli Empolesi, ed in particolare tal Cantino Cantini da Monterappoli, avevano dato un notevole contributo.


La leggenda nacque nel secolo XVII e trovò subito un seguito pressoché unanime, anche fra l’élite colta della città. Si basava su un poemetto eroico-comico di Ippolito Neri (1652-1709), intitolato La presa di Saminiato, che si colloca all’interno di un filone letterario in voga nei secoli XVI-XVII.
Il Neri traeva spunto per il suo poema da un episodio realmente accaduto nel 1397, la riconquista di San Miniato da parte della repubblica fiorentina, con il concorso determinante dei soldati inquadrati nella lega d’Empoli, ma forzava volutamente il dato storico e lo arricchiva di aneddoti inventati appositamente per suscitare l’ilarità del pubblico.
Leggi tutto

Facebooktwitterby feather

Il volo del ciuco: parlano i documenti. Storia e leggenda – Parte prima

Facebooktwitterby feather

immagine volo del ciuco Per secoli a Empoli il volo del ciuco fu uno spettacolo popolare molto seguito, strutturalmente collegato, insieme alla processione e ad altre manifestazioni di contorno, alla festa del Corpus Domini. La festa nell’età preindustriale era un evento molto importante e carico di significati per gli abitanti di una comunità: offriva occasione di svago, ma anche l’opportunità di rinsaldare il senso civico e la consapevolezza di appartenere ad una comunità. La festa soddisfaceva il bisogno di evasione da una condizione umana precaria, dalla lotta per la sopravvivenza; era l’intervallo dalla quotidiana fatica del vivere, con atteggiamento ludico ma anche meditativo. Leggi tutto

Facebooktwitterby feather

Quando a Empoli si leggeva la poesia oscena (malgrado la censura)

Facebooktwitterby feather

Burchiello1A volte le ricerche svolte in archivio, a diretto contatto con i documenti, riservano sorprese. È quanto successo con il ritrovamento, all’interno delle carte delle cause criminali del podestà di Empoli nel 1597, di un foglio a stampa su cui sono riportate alcune poesie del Burchiello. Il documento faceva parte di una raccolta (riporta infatti anche un indice generale) ed è stato inserito nella filza degli atti processuali prima ancora del frontespizio.

Facebooktwitterby feather

Carciofi, ova e arrosto sbiffe: la cucina empolese sotto Napoleone

Facebooktwitterby feather

Programma del Maire d'EmpoliIl 20 marzo 1811 nacque a Parigi il figlio di Napoleone Bonaparte e di Maria Luisa d’Austria, l’erede tanto atteso dall’Imperatore che impose al nascituro il suo stesso nome e lo titolò “Re di Roma”. La nascita di Napoleone II fu un avvenimento di grande importanza, celebrato per tutto il territorio imperiale, dalla Francia sino all’Italia.

Anche a Empoli, su ordine e comunicazione del prefetto dell’Arno, il maire Busoni non mancò di dare disposizioni per la preparazione di adeguati festeggiamenti, in cui la comunità non si fece mancare nulla: processioni con fiaccolate, funzioni religiose, fuochi d’artificio. I documenti conservati presso l’archivio comunale di Empoli ci permettono di fare luce anche su un altro aspetto delle celebrazioni, che in questo frangente ci interessa più di altro: le portate della festa. Scorrendo il menu previsto per i giorni compresi tra il 26 e il 29 aprile, per gli accorrenti e i suonatori chiamati ad allietare le serate con musica e canti, possiamo infatti farci un’idea di che cosa si mangiava a Empoli sotto Napoleone. Balza subito all’occhio che le portate previste non solo prevedevano i prodotti tipici del territorio empolese, come il carciofo (all’epoca vigeva un vero sistema di consumo a chilometri zero) ma anche che tante di esse potrebbero non sfigurare affatto sulle nostre tavole durante le prossime festività natalizie. Leggi tutto

Facebooktwitterby feather